Google+ Giovani e artigianato: il fenomeno dei laureati artigiani | A - Valore artigiano



_MG_0140

Il saper fare artigianale è stato uno degli elementi alla base del successo del made in Italy sui mercati internazionali. E’ stato quel qualcosa in più in grado trasformare generici prodotti in oggetti unici, desiderati dai consumatori.
Oggi il saper fare artigianale è ancora fondamentale ma deve essere aggiornato in ragione della profonda trasformazione che la globalizzazione ha comportato.
Il progetto Valore Artigiano, fortemente voluto da Confartigianato e CNA Vicenza, è nato come evoluzione di precedenti esperienze progettuali realizzate da entrambe le Associazioni e ha aiutato gli artigiani a valorizzare le proprie competenze in una chiave rinnovata.

IL PROGETTO
Il progetto si è articolato lungo tre principali direttrici:

DESIGN
Gli artigiani hanno avuto la possibilità di collaborare con designer internazionali nello sviluppo di nuovi prodotti che sono stati presentati al Fuori Salone del Mobile di Milano 2014.

E-COMMERCE
Gli artigiani hanno scoperto nuovi mercati e la vendita dei prodotti online.

STAMPA 3D
Gli artigiani hanno approfondito la loro conoscenza dei nuovi strumenti di produzione digitale.

Per ognuno di questi temi è stato attivato un laboratorio ne quale sono stati coinvolti 10 artigiani. Per ogni laboratorio sono stati previsti 8 incontri di approfondimento nei quali gli artigiani hanno applicato i temi affrontati alla loro realtà aziendale.

L’ESPERIENZA
Come si è concluso Valore Artigiano? Quali sono le impressioni di chi vi ha partecipato?
Nel video qui sotto i due coordinatori Marco Bettiol e Luca De Pietro ci guidano verso la definizione di artigiano di domani.

I NUMERI

127 partecipanti all’evento di presentazione del progetto alla Tessitura Bonotto di Molvena
205 partecipanti ai 3 Work shop sui temi del Design, Stampa 3D, E-commerce
42 imprese iscritte ai 3 Laboratori sui temi del Design, Stampa 3D, E-commerce
12 designer internazionali coinvolti per il Laboratorio del Design
46 prototipi realizzati con il Laboratorio Design con il marchio From To
216 visitatori tra buyer e opinion leader, all’ evento di presentazione su invito per la collezione From To a Palazzo Caccia Dominioni di Milano per il Fuori Salone del Mobile di Milano 2014
2000 visitatori tra buyer e giornalisti all’evento aperto per la collezione From To alla Residenza Litta a Milano per il Fuori Salone del Mobile di Milano 2015
Presenza sulle maggiori testate giornalistiche nazionali ed estere.

Mail Flickr Google+ YouTube
laureati-artigiani

Giovani e artigianato: il fenomeno dei laureati artigiani

Nel corso degli ultimi anni l’artigianato è sempre stato relegato come un lavoro di serie b, e molti giovani hanno anteposto gli studi ed un impiego di ufficio alla cultura del saper fare manuale. Sembra però che la tendenza negli ultimi anni si stia invertendo. Ne abbiamo parlato con Elisa Di Battista, giornalista e fondatrice del blog Laureati Artigiani, che dal 2012 affronta queste tematiche.

 

Ciao Elisa, raccontaci di te, come è nata la tua passione per il mondo dell’artigianato e come poi da questa è nato il blog?

È nata dal fatto che mi piace scrivere e raccontare storie, e inoltre seguo da anni, come giornalista e non solo, i temi legati al mondo del lavoro e dei giovani. Mio nonno inoltre era fabbro, e anche se non l’ho conosciuto, sono cresciuta con oggetti di ferro battuto intorno, cosa che sicuramente, magari inconsciamente, ha influito. Il blog LaureatiArtigiani è nato il 1 dicembre 2012 per la curiosità di indagare un fenomeno che avevo iniziato ad osservare da giornalista. Ho pensato potesse essere interessante raccogliere storie di positività, coraggio e intraprendenza, che potessero anche essere un esempio per quanti sono in cerca della propria strada.

Laureati Artigiani può sembrare quasi un ossimoro, nella società attuale il lavoro manuale viene “snobbato” dalla maggior parte dei giovani laureati, sei d’accordo con questa affermazione? Perché secondo te succede e può l’informazione combattere questo stereotipo?

Da decenni siamo soliti considerare quello dell’artigianato come “un mestiere di serie B”, portando invece in palmo di mano chi “prende la laurea”. Ci siamo però dimenticati di fare i conti con le esigenze del mercato del lavoro, ma anche con le eccellenze che storicamente sono tradizioni Made in Italy. Da decenni siamo abituati a pensare allo stereotipo del laureato che trova lavoro in banca, in ufficio, dietro una scrivania. Il blog vuole raccontare storie inconsuete di chi, invece, alla scrivania preferisce un bancone da lavoro, e alla ventiquattrore gli attrezzi del mestiere. Questo per comunicare scelte intraprendenti e anche per portare a pensare oltre i soliti schemi. Ottimo lo studio accademico, ma ottimo anche affiancarlo – se ci sono passione e attitudine – al lavoro manuale: penso che questa possa essere una scelta possibile, da considerare non come ripiego ma come alternativa vantaggiosa e talvolta, perchè no?, come risposta alla crisi.

Pensi che la laurea possa offrire un valore aggiunto al lavoro dell’artigiano?

Decisamente sì. E lo confermano i laureati artigiani che mi raccontano le loro storie: in ognuna di esse provo a far emergere il valore aggiunto che un titolo di studi universitario offre al lavoro manuale, a partire da una forma mentis più aperta e da una maggiore capacità di problem solving. Qualche esempio concreto di valore aggiunto? La laurea in Economia può offrire gli strumenti necessari per facilitare e incoraggiare chi desidera aprire un’attività; quella in Comunicazione può fornire indicazioni e strategie utili per farsi conoscere e sfruttare determinati mezzi di comunicazione; la laurea in Design può essere sfruttata quando si tratta di disegnare e progettare la realizzazione di prodotti (orecchini, mobili, ecc) in tutte le sue fasi; quella in Chimica o in Tecniche erboristiche può essere adoperata per aprire un laboratorio di saponi o di produzione di liquori, e così via.

Nelle storie raccontate nel tuo blog ricorre spesso anche l’elemento web, mondo che da blogger dovresti conoscere anche in prima persona; quando secondo te l’avvento del 2.0 sta modificando il modo di comunicare e di fare business?

Moltissimo. Essere artigiani oggi è molto diverso rispetto a qualche decennio fa. Oggi l’artigiano deve essere anche “digitale”, attento alle evoluzioni della Rete e alle sue potenzialità. Deve essere aggiornato sui nuovi canali di comunicazione, promozione e pubblicità: siti web, blog, e-commerce, social network, attività di storytelling. Da affiancare naturalmente agli altri canali di promozione come la partecipazione agli eventi e alle fiere ad esempio. Tra i LaureatiArtigiani che ho incontrato ci sono validi esempi di ragazzi che hanno saputo sfruttare la Rete egli e-commerce per fare business e per vendere anche oltre confine e crearsi un network.

Intervistando artigiani avrai ascoltato molte storie curiose, quali sono le tre che hanno attirato maggiormente la tua attenzione?

Penso che ognuna di loro abbia qualcosa di interessante e particolare, non ho “preferenze”. C’è chi ha preso in mano le redini dell’azienda di famiglia innovandola e digitalizzandola, chi ha trasformato un hobby in un lavoro, chi ha lasciato un posto sicuro e una carriera ben avviata per dedicarsi all’artigianato. E poi, ancora, chi ha riscoperto il “mestiere del nonno” recuperando metodi della tradizione.

 

Ilaria Guarnieri

Questo sito usa cookies. Se continui a navigare ne accetterai l’uso. Cookie policy | Chiudi